730 Giorni per capire che il buio non è altro che una gran richiesta di luce
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Non ho mai avuto memoria per le date.
In tutto questo la mia gentile Alice ha trovato tutte le ragioni di cui necessitava per farmi sentire in colpa ad ogni ricorrenza.
Quantomeno sono coerente però, le dimentico tutte.
Abbiamo festeggiato un anno assieme non molto tempo fa e mi ero preso la briga di scriverlo su ogni post it o agenda che sia.
In questo 26 Aprile 2009 ricordo.
Il mondo di due anni fa è una immagine nitida nella mia testa.
Mentre il giorno passa so sempre con esattezza cosa succedeva due anni fa.
Ripenso alla tua strana teoria delle bolle, dove la realtà è suddivisa e racchiusa in bolle.
Mentre guardo il 26 scarlatto sul calendario ho la netta sensazione di essere in una di quelle bolle.
Spesso il tempo scorre e non mi accorgo di quanto tutto passa.
Oggi so che da due anni a questa parte il mondo ha cambiato volto, e con esso anche io.
Giocherello con la cicatrice che mi hai lasciato chiedendomi se anche tu oggi nel guardare il calendario sei rimasta li ferma per qualche istante.
Avrei giurato che avresti ripreso a pubblicare.
Non lo hai fatto però.
Alice sicuramente fraintenderà, ma devi sapere che nella mia quotidianità non conta quello che dici, fai o pensi, ma soltanto quello che riesci a dimostrare.
La serenità con cui ti scrivo queste righe non posso dimostrarla in nessun modo.

Ma è così.